Cosa sono i domini


Alcuni investitori che vedono di buon grado le nuove tecnologie e nutrono un particolare interesse verso Internet sanno bene cosa sono i domini, così come sanno bene quanto un investimento in questo settore possa essere proficuo, e spesso agevole, da realizzare.

Per chi invece non sapesse cosa sono i domini, non c'è da spaventarsi, sebbene la relativa definizione rigorosa possa suonare in modo poco piacevole: un nome di dominio consiste in un insieme di stringhe concatenate per mezzo di punti, che ha lo scopo di identificare il dominio dell'autonomia amministrativa, dell'autorità o del controllo all'interno di Internet.

Un nome di dominio viene associato ad un IP, ossia ad una risorsa Internet Protocol; il DNS, ossia il Domain Name System, detta le regole che devono seguire i nomi di dominio per essere ritenuti tali.

Tecnicismi a parte, nel linguaggio corrente che riguarda l'aspetto dell'investimento, quando si parla di domini o di nomi di dominio o di nomi a dominio o di domini Web o di domini Internet, ci si riferisce a beni virtuali, o digitali se si preferisce, che possono essere acquistati, venduti (o ceduti) o sviluppati con siti, del tipo "qualcosa.it" o "qualcosa.com" o "qualcosa.net", oppure "qualchealtracosa.it" o "qualchealtracosa.com" o "qualchealtracosa.net" ecc. ecc..

La parte finale di un dominio, che segue il punto, viene definita estensione del dominio e può dunque essere, riprendendo il suddetto esempio, ".it", ".com", ".net" ecc.. Oggigiorno il numero di estensioni possibili per un dominio è cresciuto a dismisura, la qual cosa ha creato anche una sorta di confusione in chi era abituato a vagliare perlopiù le estensioni classiche.

In questo frangente, per fugare un po' di dubbi, si parla di estensioni generiche in riferimento ai domini di primo livello (gTLD, ossia generic Top-Level Domain in nomenclatura anglosassone) per indicare quelle tradizionalmente conosciute, le più importanti in generale, che ancora oggi sono di riferimento per la valutazione di domini. Le estensioni generiche più importanti a livello internazionale sono: ".com", ".net", ".org" e ".info", mentre l'estensione generica più importante in Italia è, quasi sempre, ".it", che assume pure il ruolo di estensione geografica, dato che delinea, a mo' di sigla, il territorio italiano.

Quello che si è considerato finora, che riguarda appunto il business in domini, è il concetto di dominio di secondo livello, che hanno, appunto, una certa estensione. I domini di primo livello sono invece quelli che rappresentano le estensioni dei domini di secondo livello, ossia sono, ad esempio: ".it", ".com", ".net", ".org" e ".info". Si tratta, ovviamente, di qualcosa di non acquistabile o vendibile; si tratta di stringhe lunghe almeno tre caratteri inizianti con un punto che assumono un significato rilevante per l'investitore in domini solo come estensioni possibili per un dominio di secondo livello.

Come conseguenza delle suddette definizioni, si potrebbe parlare, un po' impropriamente, di domini di secndo livello generici, intendendo, in modo non rigoroso, domini di secondo livello con estensione generica, ossia proprio quel genere di domini del caso di interesse come da premessa, ovvero domini del tipo, ad esempio, "qualcosa.com".

L'argomento è molto importante perché si può davvero capire cosa è un dominio se si è compreso bene cosa è la sua parte fondamentale dell'estensione, così come spiegato, proprio perché un nome di dominio, inteso come "oggetto" di investimento, è costituito da due parti, di cui una è appunto quella dell'estensione, anche se, in un discorso più generale, di reti in Internet, esistono per i domini ulteriori livelli oltre al secondo (ad esempio il subdominio "sub.qualcosa.com"), che possono essere utilizzati liberamente dai proprietari dei relativi domini di secondo livello (ad esempio, del dominio "qualcosa.com").

L'estensione di un dominio è fondamentale perché rappresenta un importantissimo, imprescindibile fattore utile alla determinazione del valore di un dominio. Le estensioni di maggior pregio per il mercato dei domini italiano sono: ".it", ".com", ".net" e ".org" e, di fatto, se si esclude l'estensione ".it", ricalcano quelle internazionali più pregiate.

Da un punto di vista pratico, un investitore potrebbe considerare un dominio alla stregua di un oggetto di un certo valore non predeterminato o stabilibile in modo univoco e incontrovertibile. Volendo usare un semplice termine di paragone, si potrebbe pensare ai domini più o meno come a dei quadri, il cui valore può venire stimato in modo anche molto diverso da esperti diversi, sulla base della percezione che diversi individui possono avere della qualità di ogni oggetto considerato.

Proprio come ad un dipinto può essere attribuito un valore di mercato diverso in base a chi fa la stima, anche ad un dominio può essere attribuito un valore di mercato che è definibile soltanto a grandi linee, considerato pure il fatto che, per sua natura, ogni dominio è unico e quindi, estremizzando il concetto, agli occhi di una certa persona molto interessata, un determinato dominio potrebbe anche assumere un valore spropositato rispetto a vari riferimenti noti.

Insomma, quel che rende il mondo degli investimenti in domini così appetibile è il potere sperare che un dato dominio, magari acquistato ad un prezzo contenuto, possa un giorno dar vita ad un ritorno economico di tutto rispetto, senza doversi sporcare le mani per fare gli acquisti e le successive vendite trattando oggetti materiali.

Si capisce bene, allora, che cosa sono i domini in un senso pratico: sono strumenti di investimento dall'enorme potenziale che possono essere acquistati online con grande facilità, disponendo di una semplice connessione ad Internet, e che possono essere rivenduti ugualmente online, senza dover mettere in conto, ad esempio, mezzi di trasporto per far transitare materialmente oggetti dal venditore all'acquirente e senza che sia necessario disporre di spazio per poterli riporre, come si farebbe con gli oggetti materiali.

I domini non occupano spazio, possono essere tenuti in un portafoglio virtuale personale per gestirli, per visualizzarne i dati salienti, quali la data di registrazione e la data di scadenza, nonché per compiere delle azioni, quale quella di trasferire un dominio ad un acquirente, con una manciata di click, nel caso in cui fosse stato oggetto di una compravendita.

Nel caso di base, si può registrare un dominio ad un costo di circa 10 euro, solo nel caso in cui fosse libero, ossia non fosse proprietà di un'altra persona o azienda; una registrazione di questo tipo, a reg fee, può essere fatta da chiunque, senza particolari competenze, semplicemente rivolgendosi ad un apposito provider, ad un registrar.

Inutile dire che molto difficilmente si troveranno domini validi, di valore, liberi per una registrazione di questo tipo e quindi, in generale, per disporre di un dominio di qualità ci si dovrà rivolgere ad un venditore per acquistarlo ad un prezzo ben superiore a quello poc'anzi indicato. L'azione di acquistare domini per rivenderli in futuro è proprio lo spirito principale dell'investimento in domini.

A tal proposito, i domini vanno rinnovati regolarmente, per uno o più anni, in quanto presentano una data di scadenza. Si può decidere se rinnovarli di anno in anno, oppure per un certo numero di anni alla volta, tipicamente per un massimo di cinque anni in un colpo solo. Il costo di rinnovo è simile a quello di registrazione e si aggira quindi intorno ai 10 euro all'anno.

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Tag: dominio,   livello,   valore,   estensione,   secondo,   esempio,   internet,   net,   oggetto

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