Come disdire un contratto di fornitura


Può essere una cosa apparentemente molto complicata e scocciante, in particolar modo per chi deve trasferirsi e non vede l'ora di farlo, eppure deve trovarsi puntualmente di fronte a queste noiose complicazioni. Ma non è tanto difficile effettuare la disdetta del contratto stipulato con la nostra azienda di fornitura di energia di riferimento; l'importante è avere un pizzico di intraprendenza ed informarsi un po' sull'iter che generalmente è necessario seguire per la disdetta di un qualunque contratto legato alle forniture di luce e gas. Non ci sarà bisogno di prestare particolare attenzione all'azienda di fornitura perché c'è una sorta di pratica burocratica che, se non è uguale per tutti, è quantomeno simile, perciò la possiamo seguire qualunque sia l'azienda con la quale abbiamo sottoscritto il contratto di fornitura di energia, ad esempio di fornitura elettrica.

Dobbiamo, in primo luogo, tenere in considerazione l'idea di presentarci di persona in uno dei tanti sportelli dell'azienda di riferimento nella nostra città; doveroso, però, precisare che, nel caso in cui ci fossimo rivolti ad un fornitore che non copre tutto il territorio nazionale ma soltanto, per esempio, la nostra regione, forse sarà necessario recarsi allo sportello del capoluogo regionale e quindi fare un bel viaggio che non avremo, molto probabilmente, una voglia matta di intraprendere.

Secondo molti, disbrigare una pratica di chiusura faccia a faccia con un operatore è il metodo più semplice e sicuro, perché consente di portare della documentazione direttamente allo sportello dove troveremo persone competenti disposte ad accoglierci e a visionare tutti i dati che porteremo; di fatto, potrà essere utile allo scopo esibire almeno una ricevuta del pagamento delle bollette, che attesti ufficialmente la precedente sottoscrizione di un contratto di fornitura, o comunque un documento di conferma della sottoscrizione del contratto, di cui si dovrebbe esere venuti in possesso a suo tempo, dopo che la pratica di apertura era stata ufficializzata o, ma, in genere, potrebbe bastare semplicemente mostrare la prima bolletta con implicita conferma di sottoscrizione del contratto.

Se la ricevuta di sottoscrizione del contratto ci è stata spedita a suo tempo via e-mail, stampiamola, assieme all'email, in modo tale che se ne veda chiaramente anche il mittente, il destinatario, il giorno e l'orario di spedizione e, se presente, pure il segno di "priorità alta"; può essere utile qualunque cosa che possa costituire una prova della reale esistenza del contratto, anche se nessuno avrebbe motivi per inventare la disdetta di un contratto che non esiste. È sempre meglio, comunque, essere al riparo da possibili preoccupazioni, domande o sospetti con cui meglio non avere a che fare.

Qualora non volessimo presentarci di persona ad uno sportello, dovendo sopportare tutte queste incombenze, possiamo contattare il numero verde dell'azienda di riferimento per fare presente le nostre volontà circa la disdetta del contratto precedentemente sottoscritto. Fatto questo, ascoltiamo ciò che dice l'operatore al telefono e seguiamo le sue istruzioni; verrà in genere richiesto qualche dato per assicurarsi dell'identità del chiamante, quindi è sempre bene tenere a portata di mano una bolletta.

Esiste anche una terza via d'uscita, valida soprattutto per le grandi aziende di fornitura di energia: la compilazione del modulo di disdetta online, eventualmente con anche la spiegazione delle proprie ragioni, che non è comunque necessaria per legge. Bisognerà allegare al modulo i propri documenti e sarà possibile svolgere il tutto in comodità, sdraiati sul divano di casa con l'unica necessaria presenza di un computer, o altro dispositivo, connesso ad Internet. Si tratta di una possibilità molto valida, consigliata per chi non vuole né chiamare telefonicamente né presentarsi direttamente allo sportello (cosa che in effetti può essere complicata), ma ovviamente potrebbe non fare al caso di chi si intende poco di tecnologia e dintorni.

Ricordiamoci, comunque, che la società di fornitura, generalmente, richiede la spedizione del modulo di disdetta cartaceo firmato, dopo averlo rinvenuto su Internet, e che, in tutti i casi, ovvero sia nel caso in cui ci presentassimo ad uno sportello, sia qualora volessimo fare una telefonata o optassimo per la compilazione online, dovremo fornire documento d'identità, codice fiscale e l'ultima bolletta ricevuta.

L'ultima spiaggia è quella di effettuare la disdetta tramite il fax, se lo possediamo, oppure, metodo più costoso ma più ufficiale, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, all'interno della quale dovremo allegare tutto quello che è stato indicato sopra. Se seguiremo alla lettera queste indicazioni, riusciremo a disdire il contratto e a poter finalmente cambiare azienda di fornitura!

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Tag: contratto,   fornitura,   disdetta,   sportello,   sottoscrizione,   modulo,   pratica,   ricevuta,   energia

Temi: codice fiscale,   numero verde,   territorio nazionale,   particolare attenzione,   capoluogo regionale

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