Roku


Le Pay TV più famose sono quelle che, bene o male, ormai conoscono e amano tutti, e per questa ragione quelle meno diffuse sono conosciute solo a poche persone che le cercano appositamente. Tra tante TV online, ve n'è una che sta guadagnando una certa notorietà soltanto di recente, di creazione statunitense: Roku.

Questa TV online inizia a prendere piede anche in territorio europeo e dunque anche in Italia. Non è però molto semplice da utilizzare se non si fa prima un po' di pratica, perché non si basa interamente sullo streaming online, ma ha più che altro le caratteristiche di una Pay TV montabile soltanto attraverso un certo dispositivo che va collegato al televisore. Ma come funziona il tutto? A cosa serve veramente Roku?

La risposta alla seconda domanda è quella che tutti si aspetterebbero. Roku serve a vedere film, telefilm e serie tv in anteprima esclusiva, e ad avere a disposizione una vera e propria biblioteca dei nostri programmi preferiti che potremo goderci ogni volta che lo desideriamo. E', per certi versi, simile a Netflix, a Mediaset Premium e a Sky: una Pay TV in senso stretto che è letteralmente fusa con una TV online a pagamento perché, sebbene si appoggi soprattutto sul web e nonostante sia nata in Internet, si può visualizzare soltanto mediante la connessione del dispositivo di riferimento che ci spedirà la stessa azienda Roku.

Detto questo, quando arriva il dispositivo Roku è normale che si venga presi dal panico: come si collega? Nessuno ci darà una mano, nessun tecnico, nessun esperto e nessuna persona verrà a domicilio ad aiutarci nel montaggio? Ovvio che no, sia perché sarebbe impossibile per Roku avere tecnici anche in territorio italiano, sia perché anche con Sky, con TIMVision o con Mediaset Premium, nessun tecnico viene mandato a domicilio per risolvere i problemi del cliente, a meno che questo non lamenti qualche malfunzionamento significativo, di cui generalmente è colpevole la stessa azienda.

Lasciando da parte queste considerazioni, un po' di panico è normale quando ci si ritrova con un dispositivo fra le mani; si ha paura di romperlo, di "toccare qualcosa che non va" e di non riuscire a collegarlo, e dunque di aver fatto un acquisto rigorosamente inutile. Ma non sarà così nel caso di Roku, che è abbastanza facile da gestire, almeno nella parte del collegamento. Anzitutto, come al solito, se dobbiamo connettere un dispositivo ad un altro, ci sarà l'assoluta necessità di procurarci un cavo ed è consigliato, per il collegamento sia dell'audio sia del video, il cavo HDMI. Altrimenti, potremo anche fare un'altra scelta, ma su questo si sono sprecati fiumi di parole: sinteticamente, il cavo che trasferisce e supporta nel modo migliore l'alta definizione è proprio quello HDMI ed è dunque quello che sarà meglio scegliere.

Una volta acquistato il cavo, dovremo trovare la porta HDMI della televisione e collegare la prima estremità alla TV, mentre la seconda estremità dovrà essere connessa al dispositivo Roku. Una volta fatto questo, verifichiamo con ogni mezzo a disposizione che il funzionamento sia corretto e che dunque lo sia anche il collegamento che abbiamo fatto; nel caso non lo fosse, potrebbe esserci un problema sia al cavo (soprattutto se non l'abbiamo comprato proprio appositamente, ma l'abbiamo acquistato molto tempo prima e l'abbiamo poi messo da parte), sia al dispositivo, che comunque avrà fatto un lungo viaggio per arrivare a casa nostra.

Accendiamo la televisione, consultiamo l'input e selezioniamo l'ingresso HDMI. Questo porterà ad un risultato soltanto se avremo già acceso il dispositivo Roku. Una volta fatto ciò, dovremo aver finito la parte più noiosa e complicata, e nel caso in cui non ci fossimo riusciti consultiamo il sito ufficiale della Roku per vedere se magari c'è qualche incompatibilità fra i dispositivi che magari ci era sfuggita al momento dell'acquisto.

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Temi: territorio europeo,   lungo viaggio,   qualche incompatibilità

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