Solidità delle banche


Il problema della solidità delle banche si è fatto strada in special modo in tempi recenti, accendendo duri dibattiti, complici i dissestamenti bancari di alcuni Istituti che hanno gettato nello sconforto e nella crisi finanziaria molti clienti che in essi avevano riposto la massima fiducia.

In linea di principio il problema di quali siano le banche sicure al di là di ogni dubbio è irrisolvibile in quanto anche Istituti piuttosto noti nel panorama bancario italiano hanno visto, nel corso del tempo, periodi di crisi o quantomeno situazioni difficili con ripercussioni sui risparmiatori e sugli investitori.

Va da sé che, seppure non ci possa essere certezza sulla solidità di una banca, sulla sua assoluta affidabilità, ci si può fare una certa idea sul suo stato di salute e ritenere che essa sia sicura con un ragionevole dubbio, e tanto dovrebbe bastare per decidere di investire del tempo per fare delle scremature sulle varie banche esistenti, presenti sia fisicamente, sul territorio, sia virtualmente, online.

Sebbene sarebbe molto difficile fare seriamente una classifica delle banche italiane per evidenziarne le migliori al di là di ogni ragionevole dubbio, si può indicativamente ritenere che banche molto rinomate siano tenute maggiormente sotto controllo dai risparmiatori, dai mass media e dalla Banca d'Italia che, tra i suoi compiti, ha proprio quello di vigilare sulle banche italiane.

La migliore banca online, del resto, è quella che, se non altro, offre una certa completezza di servizi e prodotti bancari mantenendo al contempo costi molto bassi per il loro accesso da parte della clientela, anzi preferibilmente non prevedendo spese per il cliente, anche in relazione all'operazione di apertura di un conto.

Quello che si può fare per vagliare la solidità delle banche è analizzare il loro rating, che consiste in un giudizio dato da apposite società di rating, attraverso il quale si può venire a conoscenza del rischio finanziario che le riguarda e quindi del livello di sicurezza di cui godono in riferimento agli strumenti finanziari che offrono, quali quelli dei conti deposito.

Lo stato di salute di una banca sarà quindi indicato, almeno in prima istanza, con un rating espresso come combinazione di lettere, dove con una tripla 'A' si esprime la valutazione massima che oggi, in tempo di grande crisi, è molto difficile da ottenere e, d'altra parte, il giudizio delle agenzie di rating, ossia di Standard & Poor's, di Moody's e di Fitch Ratings, non è detto che rispecchi alla perfezione lo stato reale delle cose, così come la storia insegna, con i vari scandali che si sono succeduti nel corso del tempo.

La paura non deve però prendere il sopravvento e deve lasciare il posto allo studio delle situazioni in cui versano le banche, all'analisi dei rischi basandosi sui dati che si hanno a disposizione, e al buonsenso; in questo modo si potrà scongiurare il più possibile il peggio e si potrà consapevolmente fare le scelte migliori.

Concetto di rating a parte, la valutazione della solidità patrimoniale delle banche può essere fatta utilizzando degli indicatori o delle ratio, ossia dei rapporti matematici tra parametri; un coefficiente molto importante in tale frangente è il Common Equity Tier 1, spesso indicato anche CET1, rappresentante fondamentalmente il capitale ordinario versato, indicatore derivato dal parametro Tier 1 capital, o Capitale Tier 1, o Core Tier 1, che rappresenta il costituente primario del patrimonio di una banca, ossia le sue azioni ordinarie e privilegiate, i suoi utili non distribuiti e le sue riserve al netto dell'avviamento.

Il CET1 rappresenta per una banca, in sostanza, un valore che consente di ottenere un rapporto tra il suo capitale e le sue attività soggette a rischio, sostanzialmente i prestiti fatti ai clienti e i titoli obbligazionari di possesso. Considerando il rapporto tra il CET1 e le attività ponderate per il rischio si ottiene, dunque, il valore CET1 ratio che, secondo quanto sabilito della BCE, deve essere superiore all'8% per poter parlare di buona salute di un Istituto e per scongiurare commissariamenti.

Ogni Stato membro dell'UE ha una soglia minima da rispettare per il CET1 ratio, che è indicativa a livello nazionale e puntuale, determinata in modo preciso, per ogni banca. Per quanto riguarda l'attribuzione del coefficiente, è la BCE che si occupa periodicamente di effettuare dei test che mettano in luce le criticità di un Istituto, con un Supervisor Review and Evaluation Process, a seguito dei quali viene stabilito il livello di CET1 ratio da conseguire in un certo lasso di tempo predeterminato.

Tra le banche più solide dal punto di vista patrimoniale, o almeno considerabili tali sulla base dell'indicatore CET1 ratio, vi sono UniCredit, la cui banca Finecobank ha presentato nel settembre 2015 un CET1 ratio pari al 20,43%, Unipol Banca con un CET1 ratio del 17,60%, Banca Ifis con un CET1 ratio del 15,34%, Banca Intesa e Banca Generali con un CET1 ratio del 13,40% e Banca Mediolanum con un CET1 ratio del 12,23%, considerando percentuali rilevate nello stesso periodo.

Oltre ai parametri, sono di molto aiuto per valutare la solidità delle banche il bilancio d'esercizio e le relazioni infrannuali nel loro insieme; entrambi i documenti riportano il valore del CET1 ratio, che può quindi così essere monitorato nel corso del tempo, ma riportano anche altre informazioni utili per capire lo stato di salute di una banca, in particolare in relazione alla redditività, utile per comprendere le sue capacità finanziarie, e alla qualità degli impieghi, che diminuisce all'aumentare del peso dei crediti deteriorati rispetto al totale dei crediti.

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Tag: banca,   ratio,   rating,   stato,   salute,   crisi,   corso,   rischio,   valore

Temi: panorama bancario,   rischio finanziario,   migliore banca,   solidità patrimoniale

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