ABI: Associazione Bancaria Italiana

L'ABI, acronimo di Associazione Bancaria Italiana, è una associazione volontaria di banche e intermediari finanziari, che rappresenta il sistema creditizio e finanziario italiano nelle sedi internazionali e che opera in modo indipendente dai suoi associati, fondamentalmente sia tutte le aziende di credito italiane, o che almeno operano in Italia, sia la maggior parte degli intermediari finanziari.

Si tratta di una associazione senza finalità di lucro che non riceve comunicazioni dalle autorità, nemmeno da quelle di vigilanza, e che opera non tracciando in alcun modo le operazioni effettuate dai suoi associati e i rapporti che questi hanno con i loro clienti, non disponendo di una banca dati atta allo scopo. La sua mission, in pillole, è quella di promuovere, davanti al sistema bancario e finanziario e alla società civile in generale, comportamenti etici, basati su sani principi, rispetto ed onestà, sintetizzati in codici di comportamento, e di promuovere la realizzazione di un mercato libero e concorrenziale.

Nella pratica l'ABI promuove in primis gli interessi dei suoi associati ed ha a cuore anche la tutela degli interessi che emergono nei rapporti di lavoro con i loro dipendenti, si prodiga per la stesura di nuove leggi che migliorino la status del mondo bancario e finanziario ed è quindi fautrice di iniziative a favore del sistema bancario e finanziario, ad esempio mediante l'organizzazione di dibattiti a tema e l'avvio di discussioni di interesse generale, sia riguardo alla sfera economica sia riguardo alla sfera sociale.

Che l'operato dell'ABI si estenda parecchio lontano lo si può dedurre anche dal fatto che l'associazione collabora, anche a livello internazionale, con istituzioni pubbliche, enti, associazioni, amministrazioni ed organizzazioni economiche e sociali, al fine di porre in essere soluzioni di miglioria per la nazione e, in particolare, per il settore della finanza.



Tra le varie azioni compiute dall'ABI vi è stata, ad esempio, una importante richiesta alle banche di proporre ai loro clienti conti correnti senza commissioni, recepita da molte banche come una richiesta di non far più pagare quantomeno le commissioni sui conti correnti più onerosi caratterizzati da un numero molto grande di movimenti bancari, con riferimento, ad esempio, alla commissione richiesta da alcuni Istituti ai loro clienti al momento di prelevare contanti presso gli sportelli d'agenzia, da cui lo stimolo alla diffusione di conti a zero spese, che oggi impazzano raccogliendo un enorme successo.

Questo ed altri inviti in tali termini, quale quello a ridurre le commissioni per i bonifici, nascono dal fatto che anche la Commissione europea ha posato lo sguardo sui conti correnti italiani, considerati troppo esosi rispetto a quelli di altri Paesi membri; la Commissione ha criticato apertamente il modo di fare delle banche italiane, che, a sua detta, tempo fa arrivavano mediamente a costare, ad un singolo cliente, anche svariate centinaia di euro all'anno, intorno ai 300 euro all'anno contro una cifra pari a meno della metà per gli altri Paesi UE. Si tratta comunque di dati contestati dall'ABI, secondo la quale i calcoli della Commissione europea erano stati ricavati a partire dai prezzi più alti di listino e incorporando anche le tasse e l'imposta di bollo, un costo sostenuto a favore dello Stato, non di certo a favore delle banche.

C'è anche da dire che in Italia molti conti correnti erano, e sono, a pacchetto, ossia possono prevedere il pagamento di un canone a fronte però della gratuità di tutte le principali operazioni bancarie o quantomeno di alcune di esse, eventualmente fino ad un certo numero massimo prestabilito, ragion per cui le spese necessarie a mantenere alcuni conti possono sembrare elevate ma potrebbe darsi che compensino l'assenza di altre spese che si sarebbero potute sostenere per ogni operazione. Oggi il canone, nei pochi casi in cui è previsto, è di importo piuttosto contenuto, spesso e volentieri è azzerabile a determinate condizioni e può permettere di godere di alcuni benefici quale quello di un maggior tasso di interesse sulle somme depositate.

Comunque, sono stati molti gli incontri che l'ABI ha avuto con le associazioni per la difesa dei consumatori, da cui sono scaturiti accordi per disciplinare una maggiore trasparenza delle banche nei confronti dei loro clienti, in particolare riguardo ai conti correnti, ai fogli informativi che li riguardano e alle condizioni di apertura e di utilizzo, da doversi scrivere in modo chiaro e comprensibile anche per i clienti non addentro nell'argomento.

Un importante risultato ottenuto dall'ABI è stato quindi quello che le banche, oggi, stilano fogli informativi più comprensibili rispetto ad un tempo, più sintetici e meno tecnici, con l'aggiunta di informazioni utili quali quella sul costo del fido e sul costo dello sconfinamento, risultando così molto più fruibili da una clientela sempre più attenta e prudente.

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