Fiducia dei consumatori nelle banche

Quello della fiducia è un importantissimo e purtroppo sottovalutatissimo tema che riguarda i consumatori, che riguarda, nello specifico dei conti correnti, i clienti in essere o potenziali delle banche, perché senza fiducia non si cede ad altri il proprio denaro, anche se da più direzioni si viene rassicurati sul fatto che il proprio deposito non verrà in alcun modo intaccato, se non per le eventuali spese associate al conto, dovute a costi richiesti dalla banca o a tasse ed imposte richieste dallo Stato.

Purtroppo, negli ultimi anni in particolare, alcune banche hanno mostrato il fianco rivelando tutti i problemi che avevano in termini di bilancio e di gestione, sono apparse agli occhi degli Italiani nella loro veste più autentica, con tanto di fallimenti e scandali, mettendo in crisi i clienti che si erano affidati a loro fidandosi della stabilità, della solidità che decantavano, investendo denaro per ottenere un parco rendimento dai loro risparmi. I più colpiti, in questo frangente, sono infatti stati soprattutto i piccoli risparmiatori.

La fiducia dei consumatori nelle banche è andata così calando vertiginosamente nel corso del tempo e oggi, con la crisi economica e finanziaria in atto, essere dei clienti o dei potenziali clienti diffidenti, delusi, addirittura arrabbiati, non porta a nulla di buono per nessuno se si pensa che si tratta di individui potenzialmente interessati ad investire il proprio denaro ma purtroppo oggi divenuti così cauti, così selettivi nel concedere la fiducia, da preferire di non impegnarsi in investimenti presso banche ritenute sempre meno affidabili.

Sono molte le indagini condotte da testate e giornalisti di spessore per misurare in qualche modo il livello di fiducia dei consumatori nelle banche, quale ad esempio quella condotta dall'Istituto di ricerche SWG in collaborazione con il Corriere Economia; secondo alcune di queste, la bassa credibilità delle banche è un dato di fatto addirittura peggiore, cioè considerato dai clienti più deleterio e fastidioso, dei costi troppo alti da doversi sostenere per intrattenere un rapporto bancario, mentre a seguire figurano i seri problemi di solidità finanziaria e la scarsa attenzione verso i clienti.



In particolare, la scarsa attenzione verso i clienti è forse la cosa che più dovrebbe fare riflettere la dirigenza degli Istituti poiché si tratta di una pratica che, oltre ad essere estremamente fastidiosa e deleteria per i clienti, risulta semplice da correggere e nonostante ciò non viene corretta; in altre parole suscita molta indignazione, a volte molta rabbia senza mezzi termini, il fatto di non essere considerati nel giusto modo, con l'attenzione e il rispetto dovuti quando nasce un problema con la banca, per qualche disguido o altro, oppure, più semplicemente, quando si chiedono informazioni senza ottenere una risposta adeguata o la banca prende impegni col cliente che poi non mantiene.

Basterebbe poco, insomma, per risolvere almeno questo triste aspetto della questione di mancanza di fiducia, e il tutto appare ancora più grave quando la disattenzione verso il cliente ha origine da una banca di fama nazionale, magari attiva sul territorio italiano da secoli, con una miriade di filiali e di impiegati. Anziché dare il buon esempio, insomma, alcune sedicenti grandi banche si comportano con i loro clienti peggio di piccole banche spesso considerate, a torto o a ragione, meno affidabili, meno solide, di certo meno famose. E' auspicabile che ritornino alla ribalta la trasparenza e le interazioni banca-cliente fondate sul reale stato delle cose anziché su menzogne e raggiri.

Se si guarda nel dettaglio, l'indagine di SWG rivela che ben il 37% degli intervistati percepisce una situazione bancaria poco sicura, il 27% percepisce una situazione abbastanza sicura, ben il 21% percepisce una situazione per niente sicura e soltanto l'1% percepisce una situazione molto sicura, mentre il 14% non si esprime. In definitiva, nei limiti del campione analizzato, ben 6 Italiani su 10, precisamente il 58%, non ha fiducia nelle banche, un dato decisamente allarmante e sottovalutato dagli stessi Istituti. E' quindi evidentemente necessario che le banche si impegnino seriamente a ricostruire la loro credibilità davanti agli occhi dei consumatori, che oggi, anche grazie ad Internet, hanno aperto gli occhi su molte criticità del sistema bancario e hanno la volontà ed i mezzi per dire di "no".

Considerate queste amare premesse, quello che si può fare è comunque essere costruttivi, non etichettando negativamente tutte le banche come se l'intero sistema fosse marcio dalla testa ai piedi; in mezzo a tanti Istituti ve ne sono molti validissimi, che hanno fatto della serietà il loro cavallo di battaglia dimostrandolo con i fatti oltre che con le parole. Fermo restando che spesso gli scandali scoppiano all'improvviso, rimane il fatto che banche solide ed affidabili esistono e sono essenziali per l'economia nazionale; basti pensare alle concessioni di mutui e prestiti a imprese e famiglie, necessarie per lo sviluppo, la crescita e anche la semplice ma importantissima vivibilità quotidiana, con la possibilità, così concessa ai clienti, di fare acquisti all'occorrenza anche quando non si dispone della totalità del denaro necessario.

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