Conti dormienti

Col passare degli anni si può correre il rischio di dimenticare che in passato si è aperto un conto corrente, soprattutto se non si è soliti usarlo e se non si è depositata una somma importante su di esso.

I conti dormienti sono appunto quei conti correnti che non vengono utilizzati per lungo periodo, precisamente per almeno 10 anni, non mostrando per tale periodo alcuna movimentazione, né in entrata né in uscita in modo attivo, ossia da parte dell'intestatario del conto, di fatto apparendo così come inutili, quasi un onere per la banca.

Chiaramente, ai fini del controllo per un conto dormiente non viene considerata la movimentazione in uscita dovuta all'imposta di bollo o quella dovuta ad addebiti da parte della banca stessa per le competenze di chiusura trimestrale, che sono considerate movimentazioni passive, non generate da una indubbia intenzione del correntista di operare con il suo conto corrente.



Nel caso in cui un conto diventi dormiente le conseguenze non sono di certo favorevoli al cliente: il saldo del suo conto verrà fatto confluire dalla banca in un fondo a favore delle vittime delle truffe di natura finanziaria. Sebbene la nobiltà del risarcimento del fondo, un cliente potrebbe risentire duramente di una situazione di questo tipo e ritrovarsi di punto in bianco privato dei suoi averi, per quanto possa apparire improbabile che un correntista possa dimenticarsi per oltre 10 anni di un suo conto corrente.

Va comunque ricordato che è l'assenza di movimentazioni attive a decretare la dormienza di un conto, quindi potrebbe anche accadere che un correntista non abbia dimenticato di possedere il conto ma che abbia dimenticato che, per legge, il conto deve essere oggetto di almeno una movimentazione ogni 10 anni, pena il rischio di perdita del suo denaro.

C'è anche da dire che una banca avvisa i clienti del rischio per conti dormienti, ossia che vi sono anche dei solleciti per stimolare un'azione da parte del cliente per il mantenimento del suo conto corrente e, anche in caso di mancanza di movimentazioni sul conto e di risposta ai solleciti, è possibile per il cliente, entro certi termini, fare una richiesta di restituzione del denaro al MEF, ossia al Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Al pari dei conti dormienti esistono anche i libretti dormienti, che hanno pari caratteristiche in termini di dormienza. E' bene dunque tenere a mente quali rapporti bancari si sono aperti nel corso degli anni, evitando così di perdere del denaro a causa di un rapporto di conto corrente o di libretto terminato, come previsto dal DPR 116/07. Al di là dei conti e dei libretti, sempre a proposito di prodotti bancari dormienti, si consideri che sono moltissimi ogni anno in Italia i casi di polizze vita e assegni circolari mai incassati.

Torna a Guida ai conti correnti.