Come chiudere un conto corrente

Quando si apre un conto corrente, spesso lo si fa con le migliori intenzioni e con cognizione di causa, ma a volte capita che si rimanga delusi dalla propria scelta e si decida quindi di chiudere il conto corrente senza pensarci troppo. Altre volte, invece, si è soddisfatti del proprio conto corrente ma le spese che lo riguardano in un modo o nell'altro sono tali da volersene liberare, magari in vista dell'apertura di un altro conto corrente a zero spese, o comunque contraddistinto da costi contenuti.

In ogni caso, così come è piuttosto semplice aprire un conto corrente, risulta piuttosto semplice anche chiuderlo, e così come un conto corrente online è plausibilmente stato aperto senza spese, risulta più che probabile che possa essere chiuso sempre senza spese. Grazie al DL 223/2006, ossia al cosiddetto Decreto Bersani sulla libera concorrenza, infatti, la chiusura di un conto corrente non può essere oggetto di richiesta onerosa da parte della banca, eccetto per quel che riguarda le spese legate alla gestione del conto. Va notato, a tal riguardo, che tutti gli oneri che erano in atto e che si sarebbero esternati nel corso dell'anno in quanto comunque dovuti con riferimento al periodo di capitalizzazione, che si tratti di un mese o di un trimestre, andranno comunque pagati al momento della chiusura, nelle giuste proporzioni.

A titolo di esempio, l'imposta di bollo dovuta per legge per le giacenze medie annue superiori a 5.000 euro, verrebbe addebitata per il trimestre di riferimento, in proporzione al numero di giorni, nell'anno solare, in cui il conto è stato attivo, con approssimazione per eccesso di un mese, detratti i trimestri in cui l'imposta di bollo era stata già addebitata normalmente. Considerando che l'imposta di bollo per i conti correnti, se dovuta, è di importo pari a 34,20 euro all'anno, nel caso in cui si chiudesse un conto corrente a metà trimestre di riferimento, il mese e mezzo in cui il conto è stato attivo porterebbe ad un pagamento dell'imposta di bollo per due mesi, dovendosi considerare scaglioni di un mese, e quindi si dovrebbero pagare due terzi dell'importo trimestrale di 8,55 euro, ossia si dovrebbero pagare 5,70 euro.



Il tempo necessario a chiudere un conto corrente è piuttosto breve, generalmente di pochi giorni, dovendosi per legge concludere l'operazione, da marzo 2015, entro 12 giorni, il che rende comoda l'eventuale apertura di un nuovo conto corrente in sostituzione. A volte i tempi si allungano poiché sono in atto alcune operazioni bancarie che richiedono del tempo per pervenire a conclusione, come nel caso di pagamenti con carte di credito che debbano essere addebitati il mese successivo a quello in cui hanno avuto luogo e come nel caso di addebiti per pagamenti effetuati con assegno, che verranno contabilizzati alcuni giorni dopo l'emissione degli assegni.

Una volta che si è deciso di chiudere un conto corrente, per farlo occorre recarsi di persona in una agenzia della propria banca per compilare un apposito modulo, oppure si può inviare una richiesta scritta alla direzione generale della banca mediante una raccomandata con ricevuta di ritorno, procedura questa da adottarsi, in particolare, per la chiusura di un conto corrente online. Tale richiesta deve contenere almeno il numero del conto corrente da chiudere, il nominativo del suo intestatario, o di tutti i cointestatari se il conto è cointestato, copia del codice fiscale, copia di un documento di identità e l'eventuale indicazione dell'IBAN di un altro conto corrente sul quale si desidera che vengano accreditate le somme presenti sul conto che si intende chiudere; dovranno essere allegati a tale richiesta eventuali carnet di assegni, carte di debito e carte di credito in proprio possesso. Nel caso in cui vi fosse in essere un conto titoli associato al conto corrente, si dovrebbe richiedere esplicitamente anche la sua chiusura, con l'eventuale indicazione dell'IBAN di un altro conto corrente sul quale trasferire la posizione.

Un punto fermo che si deve avere quando ci si accinge a chiudere un conto corrente è quindi quello che la sua giacenza non va perduta e si potrà riappropriarsene mediante un bonifico, da parte della banca, verso un nuovo conto corrente indicato, ma anche mediante la ricezione di un assegno, con il quale si potrà successivamente effettuare un versamento sul nuovo conto corrente. Questa operazione di trasferimento del saldo potrebbe essere fatta in automatico anche dall'eventuale nuova banca subentrante, la quale, tra l'altro, si potrebbe occupare pure del trasferimento del deposito titoli, qualora fosse presente.

A volte, per chiudere un conto corrente ed aprirne contestualmente un altro, il cliente può fare ricorso dapprima ad un trasferimento mediante allineamento automatico SEDA, offerto da molte banche per agevolare la portabilità dei conti correnti, grazie al quale sarà la nuova banca ad occuparsi del trasferimento del conto, provvedendo all'identificazione del cliente ma anche al trasferimento dei servizi associati al conto, quale quello del RID per pagamenti periodici e quello di accredito dello stipendio o della pensione; potrà infine essere sempre la nuova banca ad occuparsi dell'estinzione del vecchio rapporto del cliente con la vecchia banca, operando una sorta di rottamazione del vecchio conto, per la sua massima comodità. Di fatto, avviene quindi un allineamento elettronico degli archivi bancari con uno scambio di dati tra le banche che alla fine porta al risultato desiderato.

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