Differenze tra conti correnti bancari e conti correnti postali

I conti correnti postali rappresentano delle ottime alternative ai conti correnti bancari, anche perché, con il passare degli anni, hanno dimostrato di essere altrettanto completi e professionali, sotto il grande marchio di fabbrica BancoPosta che, oltre ad essi, comprende molti altri prodotti e servizi quali i prestiti e i mutui, senza contare i buoni fruttiferi ed i libretti di risparmio, noti per attrarre una larga fetta di clienti.

Il conto corrente postale, al pari del conto corrente bancario, consente di mettere al sicuro i propri risparmi e, almeno per un periodo di tempo, ha anche consentito di ottenere dei rendimenti in funzione delle proprie giacenze in quanto la sua evoluzione nel Conto BancoPosta Click ha offerto, per un certo periodo, un tasso di interesse relativamente sostanzioso, inizialmente pari al 2% lordo annuo, per le giacenze libere sul conto, ossia senza nemmeno la necesità di dover vincolare il proprio denaro.

Nonostante dall'01/01/2016 il Conto BancoPosta Click non sia più sottoscrivibile, l'idea di una proposta concorrenziale da parte delle Poste Italiane è rimasta, e così anche il conto corrente postale standard ne ha tratto indirettamente beneficio in termini di visibilità. E' dunque storia passata quella che vedeva i servizi postali su un gradino più basso rispetto a quelli bancari.

Conti correnti postali e conti correnti bancari hanno oggi diversi punti in comune; possono essere impiegati per effettuare e ricevere bonifici, per domiciliare le utenze, ossia per pagarare regolarmente e automaticamente le bollette, per accreditare lo stipendio o la pensione, per prelevare contanti agli sportelli automatici e per emettere assegni. In pratica, ogni operazione eseguibile con un conto corrente bancario ne ha una corrispettiva eseguibile con un conto corrente postale e, anzi, quasi ogni prodotto bancario ha una controparte postale, come ad esempio l'assegno, il libretto e la carta di debito; riguardo a quest'ultima, la controparte postale del Bancomat è il Postamat.



Come se ciò non bastasse, anche il conto corrente bancario online ha una controparte nel conto corrente postale online; al di là del sopracitato Conto BancoPosta Click, il conto corrente postale standard offre una operatività anche online grazie al servizio di Internet Banking, essendo così, di fatto, utilizzabile pure via Internet sebbene sia un conto di tipo tradizionale. Vi sono dunque più similitudini che differenze tra i conti dei due tipi di proponenti, bancario e postale.

Vi sono però anche delle differenze tra conti correnti bancari e conti correnti postali, alcune meramente di natura pratica; gli assegni postali, ad esempio, sebbene in teoria abbiano la stessa valenza di quelli bancari, non vengono accettati da tutti, il che può rappresentare un bel problema in certi casi. Gli assegni circolari, emessi dalle banche, hanno un corrispettivo negli assegni postali vidimati, che si basano parimenti su fondi certi del cliente, senza dunque la possibilità di essere scoperti.

Tra le differenze fra i due tipi di conto vi è anche quella relativa alla domiciliazione delle utenze che, per un conto corrente postale, può avvenire solo per enti convenzionati, e quella che vede la carta Postamat Maestro impiegabile per prelievi che possono essere effettuati solo presso gli sportelli automatici Postamat, sebbene di tutto il mondo, e con la importante possibilità di utilizzare un circuito postale costituito da circa 7.000 ATM, mentre con una carta Bancomat, in genere, è posibile prelevare da qualunque ATM in Italia e, in molti casi, anche all'estero, al limite pagando una commissione se lo sportello automatico non fa capo al circuito della propria banca.

Un'altra differenza tra un conto corrente bancario e un conto corrente postale risiede nel meccanismo di tutela in caso di problemi di insolvenza da parte, rispettivamente, della banca o delle Poste. Nel primo caso esistono degli organismi di tutela, quali il FITD e l'FGD, che, per legge, rimborserebbero ogni depositante di ogni banca, in caso di fallimento bancario, fino ad un massimo di 100.000 euro. Nel secondo caso i conti correnti postali non sono coperti dai fondi di tutela bancari, che riguardano appunto solo le banche, ma ciononostante risulta altamente improbabile il fallimento delle Poste, più improbabile di quello di qualunque banca. Riguardo ad altri prodotti postali, invece, sia i buoni fruttiferi che i libretti di risparmio sono garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, e quindi dallo Stato, essendo essa partecipata per l'80,1% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.

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