Conto corrente di base

Il conto corrente di base rappresenta il conto corrente standard offerto da una banca, il conto più semplice che si può aprire presso di essa, che offre la maggioranza delle funzionalità tipiche dei conti correnti, nonostante la terminologia di operatività di base potrebbe sminuirne troppo l'idea di completezza, uno strumento di risparmio al prezzo migliore per la gioia di chi mira ad un conto che preveda il minor numero di spese possibile.

Una banca può cioè offrire una gamma di conti correnti, e anche di conti deposito, che ad essi sono per certi versi paragonabili, e può indicare con chiarezza che un certo conto corrente è quello di base, che cioè è quello che in genere è in grado di soddisfare la maggior parte dei clienti, con un occhio di riguardo alle eventuali spese di apertura conto e di utilizzo, un conto da distinguersi, quindi, da altri conti correnti più evoluti, con maggiori funzionalità previste, che possono essere interessanti per alcuni ed inutili per altri.

Oltre ad una varietà di conti correnti, una banca può offrire un unico conto corrente, definito come conto corrente di base, che nel suo stato iniziale è appunto considerato di base, ma che può essere espanso, potenziato per trasformarlo in un conto più completo, ossia un conto di base che può essere arricchito con altre funzionalità aggiuntive al prezzo di pagare un certo canone annuale per ogni set di nuove funzionalità che si richiede.



Comunque, anche se la dicitura di base potrebbe ingannare, un conto corrente siffatto è tutt'altro che amatoriale, per così dire, proprio perché offre tutta l'operatività di cui si sente l'esigenza nella stragrande maggioranza dei casi, con un alto livello di completezza, seppure all'insegna dell'economicità e della semplicità. Si tratta di un tipo di conto che normalmente si apre senza pensarci due volte e, d'altra parte, le banche molto spesso offrono soltanto un conto corrente, senza possibilità di sceglierne uno migliore; in questo caso non si può fare molto se non richiedere alla banca qualche extra, come un libretto di assegni e una carta Bancomat, usufruendo di un conto che, per forza di cose, sarà quello di base, ma che non sarà di certo per questo considerabile scadente o inutile.

Gli strumenti e i servizi bancari essenziali che vengono considerati in un conto corrente di base sono, ad esempio, la possibilità di effettuare e ricevere bonifici, di pagare le bollette, di pagare mediante bollettini vari, di addebitare le utenze per pagamenti automatici ricorrenti, di accreditare lo stipendio o la pensione, di prelevare denaro dal conto, allo sportello di filiale o presso sportelli bancari automatici, e di versare denaro sul conto mediante contanti o assegni, se non altro allo sportello.

Tra gli strumenti e i servizi bancari aggiuntivi che possono riguardare un conto corrente più evoluto vi sono, ad esempio, quello della possibilità di versare comodamente assegni presso ATM evoluti, atti allo scopo, quello di usufruire di carte di pagamento extra quali carte prepagate e carte di credito, di ottenere carnet di assegni gratuiti e di effettuare bonifici senza commissioni o di effettuare prelievi senza commissioni, qualora di base queste operazioni prevedessero un costo, e la possibilità di operare con un Deposito Titoli per investire con il proprio conto corrente.

Esiste, però, anche un'altra accezione di conto corrente di base, che riguarda dei conti ad operatività minimale sanciti dalla legge. Uno dei limiti di un conto corrente di base siffatto è che non consente di andare in rosso, ma per il resto tale conto può costituire un buon compromesso per chi usa questo strumento solo per le più elementari operazioni bancarie. Si consideri che, prima o poi, tutte le banche dovranno metterne a disposizione uno, a costi ragionevoli per il cliente, per essere a norma, seguendo i dettami del decreto legislativo 37 del 15 marzo 2017, che ha recepito la direttiva UE in proposito. La norma entra finalmente così nel Testo Unico Bancario, quando, del resto, se ne parlava già da molto tempo grazie al decreto Salva Italia del 2012.

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