Data contabile, data disponibile e data di valuta


Per tenere sotto controllo le movimentazioni di denaro che riguardano il proprio conto corrente occorre leggere l'estratto conto regolarmente, cercando di fare mente locale sulle date in cui vi sono state delle entrate o delle uscite, soprattutto se riguardanti somme di rilievo.

Le date costituiscono infatti un elemento fondamentale dell'estratto conto e consentono di accendere un campanello d'allarme qualora qualcosa non tornasse in un certo periodo di tempo. Eventuali accessi illeciti al proprio conto da parte di malintenzionati che fossero riusciti a prelevare denaro senza dare nell'occhio, risulterebbero nero su bianco sulla base di movimentazioni non riconosciute come proprie.

Vi sono tre date che ricorrono negli estratti conto dei conti correnti: la data contabile, la data disponibile e la data di valuta. A volte si fa confusione tra le tre date, ma è bene sapere che vi sono delle differenze sostanziali che le contraddistinguono, comprese le quali la lettura dell'estratto conto risulterà molto più semplice e agevole.

La data contabile di una movimentazione di conto corrente, ossia di un addebito o di un accredito, consiste nel giorno in cui la banca registra, contabilizza l'operazione dispositiva. La data contabile, a volte indicata semplicemente come data operazione, può quindi consistere, ad esempio, nella data di registrazione di un versamento di contanti o di un assegno, oppure nella data di richiesta di un bonifico. Facendo un altro esempio, prelevando del denaro da uno sportello bancario automatico con la carta Bancomat in un giorno non festivo per le banche, la data contabile sarà pari allo stesso giorno, mentre, prelevando di domenica, la data contabile sarà pari al giorno successivo, lunedì.

La data disponibile di una movimentazione di conto corrente consiste nella data in cui è avvenuta realmente la movimentazione di denaro, ossia l'accredito sul conto o l'uscita dal conto. Materialmente la data disponibile non può essere, per ovvie ragioni, antecedente alla data contabile; dapprima una operazione di accredito su un conto viene registrata con una certa data contabile e poi, magari dopo un paio di giorni, si potrà vedere sul conto l'accredito reale di denaro, con piena disponibilità, ossia si potrà vedere l'accredito di soldi che potranno essere da subito utilizzati dal correntista come meglio crede.

La data di valuta di una movimentazione di conto corrente consiste nella data in cui l'operazione inizia a produrre effetti sugli interessi e sulle competenze e non coincide necessariamente con la data contabile o, a maggior ragione, con la data disponibile, in quanto queste ultime contemplano l'eventuale tempo che ci vuole affinché una data operazione produca il suo effetto per il mero accredito finale; ad esempio, la data di valuta può essere la data di disposizione di un bonifico o la data riportata su un assegno, il quale poi verrà contabilizzato e incassato.

In genere, la data di valuta è successiva o pari alla data contabile, ma delle condizioni contrattuali particolari possono anche far sì che questa condizione di massima non venga rispettata, ad esempio quando una azienda paga i suoi dipendenti; in questo caso la data contabile, successivamente alla quale avverrà l'accredito dello stipendio sul conto, può essere successiva a quella di valuta, stabilita in un giorno del mese in cui, ufficialmente, vengono corrisposti gli stipendi con tanto di inizio di contabilizzazione degli interessi.

La data di valuta, insomma, rappresenta il "congelamento" della somma di denaro oggetto di movimentazione dal punto di vista della prestazione sottesa al trasferimento di fondi, importante ad esempio quando c'è di mezzo un cambio di valuta, e dal punto di vista della maturazione degli interessi. Il beneficiario vedrà maturare interessi su quanto gli verrà accreditato a partire dalla data di valuta, mentre il soggetto che dispone il pagamento riceverà interessi sul denaro di cui si sta per privare fino alla data di valuta che lo riguarda, che è concettualmente diversa da quella relativa al beneficiario.

Volendo fare un esempio pratico che contempli tutte e tre le date in giorni non coincidenti, si consideri che, un certo mese, una azienda, un po' in ritardo con i pagamenti degli stipendi, potrebbe ordinare alla sua banca di emettere bonifici per i suoi dipendenti il giorno 6 con data di valuta per i beneficiari da impostare per il giorno 5, per ragioni contrattuali precostituite tra l'azienda e i suoi dipendenti; il giorno 6 rappresenta la data contabile per la banca dell'azienda. Per gli accrediti ci potrebbe volere un giorno di tempo e quindi le banche dei dipendenti potrebbero contabilizzare una movimentazione in entrata il giorno successivo a quello di richiesta da parte dell'azienda, ossia il giorno 7. La disponibilità di denaro, però, potrebbe coincidere con lo stesso giorno oppure, per qualche ragione, ad esempio per ragioni di controllo, potrebbe essere ancora successiva e potrebbe, ad esempio, cadere il giorno 8. Quindi i dipendenti potranno disporre del loro stipendio a partire dal giorno 8, che rappresenta la data disponibile, a seguito di una registrazione sui sistemi delle loro banche avvenuta il giorno 7, che rappresenta la data contabile, e i soldi ricevuti matureranno interessi a partire dal giorno 5, anche se ancora non vi era disponibilità del denaro.

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