Conti correnti remunerati


I conti correnti remunerati sono, assieme ai conti deposito, meglio se vincolati, i prodotti bancari più interessanti per chi intende sottoscrivere un conto per ottenere un rendimento da un certo capitale, un guadagno a partire dal proprio denaro semplicemente depositandolo in una banca e aspettando.

Purtroppo, nella pratica, i conti correnti remunerati sono molto rari e, d'altra parte, sono diventati ormai molto rari anche i conti deposito remunerati sopra un certo livello di accettabilità. Considerando che questi ultimi sono strumenti di investimento, e infatti non a caso vengono tassati come tali, si intuisce che i conti correnti, che invece sono perlopiù uno strumento di risparmio, non abbiano molto da offrire in termini di rendimento.

La remunerazione dei conti correnti deve essere valutata in funzione di alcuni parametri; non è possibile, infatti, ritenere che quanto dichiarato dalle banche in termini di tasso di interesse a favore della clientela corrisponda a quanto, alla fin fine, si percepirà. Vi sono cioè delle voci di spesa che influiscono sul rendimento netto di un certo conto corrente, che riguardano la ritenuta fiscale, ossia la tassazione che lo Stato applica agli interessi, attualmente pari al 26%, e l'imposta di bollo, applicata dallo Stato in misura fissa di 34,20 euro all'anno per i privati, a certe condizioni, oppure come percentuale del capitale vincolato, attualmente pari allo 0,20%, a seconda dei casi.

Il capitale può infatti venire depositato in giacenza libera oppure con vincolo di tenuta per un certo periodo di tempo e, a seconda del caso, l'imposta di bollo assumerà un valore diverso; per le giacenze libere di soggetti privati mediamente superiori a 5.000 euro nell'anno di riferimento, l'imposta di bollo dovuta per legge è pari ad un valore fisso, 34,20 euro, mentre per un deposito vincolato attraverso un conto corrente, che di fatto verrebbe assimilato ad un conto deposito vincolato, tale imposta è pari ad un valore percentuale del capitale, allo 0,20% del denaro vincolato, ossia a 2 millesimi del capitale, una vera e propria mini-patrimoniale.

I conti correnti remunerati, quindi, offrono dei rendimenti netti da valutare secondo le suddette considerazioni riguardo alla ritenuta fiscale e all'imposta di bollo. Risulta così facile comprendere quanto bassi siano i rendimenti medi attuali, considerando appunto il fatto che quelli dichiarati dalle banche sono lordi e sono già molto bassi, mentre quelli netti, ossia quelli realmente percepiti dal cliente, sono ancora più bassi dopo avere tolto le suddette voci di costo a suo carico.

Tutto ciò considerato, è oggi già molto difficile rinvenire conti correnti remunerati che garantiscano un tasso di interesse lordo dell'1%. E' questo il caso del conto corrente Hello! Money proposto dalla banca online Hello bank!, uno dei rarissimi casi di conto che, in controtendenza, prevedono una remunerazione reale, seppure contenuta, a favore del cliente; in questo caso non c'è nemmeno la necessità di dover vincolare il proprio denaro, in quanto la remunerazione è offerta per giacenze libere.

Purtroppo, però, si tratta di un tasso di interesse offerto solo in via promozionale, per un certo numero di mesi, quindi di un trattamento particolare riservato a certe condizioni tra cui quella di una scadenza della promozione dopo poco tempo. Sempre meglio che percepire un tasso di interesse dello 0%, ma è bene sapere sin da subito che ci sono dei paletti da tenere in considerazione.

Altri conti correnti remunerati sono il Conto Corrente Arancio, proposto da Ing Direct, e il Conto Yellow, proposto da CheBanca!. Entrambi presentano un tasso di interesse creditore maggiore dello 0% e, precisamente, remunerano le giacenze con tassi di interesse che vengono in genere rideterminati dopo pochi mesi, ma quello di CheBanca! richiede il pagamento di un canone annuale, a differenza degli altri.

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