Confronto tra conti deposito e fondi pensione

I fondi pensione sono degli strumenti integrativi per la pensione di base, istituiti per ottenere una pensione complementare a quella prevista per legge ed erogata dagli enti previdenziali obbligatori quali l'INPS.

Grazie ai fondi pensione, cioè, i lavoratori possono usufruire di una pensione più corposa alla fine della loro vita lavorativa, in funzione delle quote da loro versate regolarmente e della durata di tale operazione di accantonamento; contando sui frutti esperiti dal denaro accantonato nel corso degli anni in uno dei tanti fondi integrativi ai quali è possibile aderire facoltativamente, una volta in pensione si potrà affrontare la vita potendo contare su maggiori risorse finanziarie rispetto a quelle di base previste per legge.

I fondi pensione sono regolamentati da leggi del diritto privato e, per le loro caratteristiche, possono dunque essere inquadrati come una vera e propria forma d'investimento, i cui frutti vengono raccolti a partire dal momento in cui si va in pensione, con risultati economici a favore del pensionato che saranno tanto migliori quanto più sarà stato il rendimento scaturito dall'investimento del denaro in gioco.

Sebbene i fondi pensione siano concettualmente tutt'altra cosa rispetto ai conti deposito, può avere senso fare un confronto tra conti deposito e fondi pensione sulla base del fatto che entrambi portano ad un rendimento alla fine di un certo periodo di tempo di attesa, e il paragone assume sempre più senso man mano che si paragona un conto deposito vincolato per un lungo periodo di tempo con un accantonamento in un fondo pensione iniziato a partire da pochi anni dal pensionamento.

I clienti che investono in conti deposito sono protetti dai fondi di garanzia dei depositi, in Italia FITD e FGD, che rimborserebbero ogni depositante di ogni banca fino a 100.000 euro in caso di default, ossia di fallimento dell'Istituto. I clienti che investono in fondi pensione, dal canto loro, sono generalmente anche loro protetti, in questo caso dall'inflazione, e per loro è nondimeno garantito il capitale investito, sebbene si tratti più di una promessa da parte della banca che di una istituzione di garanzia vera e propria; in sostanza i fondi pensione non sono protetti dai fondi di tutela dei depositi.



I fondi pensione sono prodotti soggetti ad un certo rischio e vi sono stati vari casi di grossi Istituti proponenti che hanno cambiato le condizioni contrattuali in corso d'opera a sfavore del cliente, ad esempio trasferendo i fondi su un'altra linea a rendimento non garantito, senza la possibilità, per il cliente, di riprendersi il denaro versato. I conti deposito, molto spesso anche se vincolati, consentono invece di prelevare il capitale in anticipo, spesso senza nemmeno dovere pagare penali e a volte potendo ugualmente percepire degli interessi, sebbene in forma ridotta.

Per quel che concerne il capitolo spese, i conti deposito online sono quasi sempre a zero spese e a zero canone, e anzi a volte le banche sono disposte a pagare l'imposta di bollo prevista per legge di tasca propria anziché farla pagare al cliente, mentre i fondi pensione sono generalmente soggetti a commissioni e spese varie a carico del cliente, con la possibilità di addebiti più o meno occulti, cosa questa che dovrebbe portare il cliente a riflettere e a prestare la massima attenzione ai contratti e alle clausole del fondo pensione che intente sottoscrivere.

Ad ogni modo, se si considera che esistono conti deposito vincolati a svariati anni, ad esempio 5, 6, ma anche 10 in alcuni, rari casi, e che può mancare alla pensione un periodo di tempo confrontabile, potrebbe avere senso vedere nei fondi pensione una alternativa ai conti deposito, sebbene si tratti appunto di forme di investimento a medio-lungo termine concettualmente molto diverse tra loro.

Ebbene, nonostante l'evidente calo dei tassi di interesse dei conti deposito di questi ultimi anni, che si sono ridotti da un 4% annuo facilmente riscontrabile nel 2012 ad un 2% annuo abbastanza riscontrabile nel 2015 e in parte riscontrabile anche nel 2016, questo tipo di prodotto di investimento continua ad essere preferibile, per rendimenti ottenibili, anche ai fondi pensione, se si considerano periodi temporali di riferimento confrontabili. E' comunque possibile ottenere rendimenti del 2% annuo anche con i fondi pensione in taluni casi.

Chiaramente, se si usufruisce di una pensione integrativa per molti anni, l'ago della bilancia può tranquillamente spostarsi a favore dei fondi pensione e, poiché è in linea di principio impossibile sapere quanto si potrà sfruttare una circostanza di questo tipo, risulta impossibile sapere se una forma di investimento sia migliore dell'altra. Quello che però si può senz'altro fare è considerare il tempo entro cui si desidera ottenere il rendimento e rapportarlo alla propria età e alla propria aspettativa di vita; se si è ancora molto lontani dall'età pensionabile e si ha necessità di denaro nel breve-medio periodo, allora il conto deposito è plausibilmente la scelta migliore, altrimenti può essere più conveniente pensare ai benefici riguardo alla pensione.

Un'idea potrebbe essere quella di investire in conti deposito vincolati in promozione, di solito disponibili per brevi periodi di tempo e per vincoli a breve-medio termine, in modo da percepire gli interessi alla scadenza ed investire nuovamente, includendo nel capitale anche gli interessi maturati, magari in un altro conto deposito in promozione offerto da un'altra banca; investire in più fasi cadenzate secondo brevi periodi di tempo potrebbe dare più soddisfazioni che investire aspettando svariati anni per raggiungere l'età pensionabile e questo è ancora più vero se si riesce persino ad ottenere interessi anticipati sfruttando offerte promozionali in questo senso, messe in atto da alcune banche italiane.

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