ISEE e conti deposito

L'ISEE rappresenta l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, un parametro molto importante che descrive la situazione economica di ogni contribuente in base a vari dati del suo nucleo familiare e consente così di misurare la condizione economica delle famiglie italiane.

Si tratta di un indicatore che misura la ricchezza delle famiglie italiane, che considera il reddito ed il patrimonio nella sua accezione più generale, ossia sia mobiliare che immobiliare, tenendo conto del nucleo familiare di appartenenza in termini di numero di individui componenti e delle loro caratteristiche; non si basa quindi soltanto sugli averi di un certo soggetto, ma anche su quelli dei suoi familiari.

L'ISEE è infatti inversamente proporzionale al numero dei componenti del nucleo familiare ed è direttamente proporzionale ai redditi del nucleo familiare, sommati al 20% dei beni patrimoniali dello stesso nucleo, dati che danno vita al parametro ISE, ossia all'Indicatore della Situazione Economica. Più precisamente l'ISEE si ricava come rapporto tra l'ISE ed il parametro ricavato dalla scala di equivalenza definita nella tabella 2 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 109, che definisce i criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell'articolo 59, comma 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

L'utilità dell'ISEE consiste nella possibilità, per un contribuente a basso reddito, di utilizzarlo per accedere ad alcuni servizi pubblici con agevolazioni, in quanto ne attesta lo stato sociale. Di fatto il valore dell'ISEE consente di potere usufruire di prestazioni, di servizi sociali e di servizi assistenziali in maniera agevolata se il suo valore si attesta al di sotto di una certa soglia.

La regola di calcolo dell'ISEE ha subito delle modifiche nel corso del tempo ed oggi la sua grande utilità consiste nella sua rinnovata capacità di rilevare, e così sanzionare, i finti poveri, i furbetti che, abusando del sostegno sociale, richiedono allo Stato, senza averne titolo, un beneficio. L'indicatore tiene oggi conto anche delle pensioni di invalidità, delle borse di studio e degli assegni di accompagnamento, ossia anche dei redditi non soggetti ad Irpef.



Per ottenere l'attestato dell'ISEE è possibile fare un'autocertificazione, o per meglio dire una dichiarazione sostitutiva unica, che sarà valida per tutti i componenti del nucleo familiare ed avrà validità di un anno; il documento andrà presentato all'ente di interesse, ossia all'ente da cui ci si aspetta di ottenere una qualche agevolazione sociale, come ad esempio l'INPS, il Comune o un CAF, ossia un Centro Autorizzato di Assistenza Fiscale. L'autocertificazione dovrà contenere, in sostanza, i dati della dichiarazione dei redditi e quelli dei patrimoni rilevati il 31 dicembre dell'anno precedente.

L'INPS, in questo contesto, potrà fungere da soggetto smistatore della richiesta verso l'ente finale al quale essa è indirizzata e rilascerà all'interessato un'attestazione dove sono indicati i dati necessari per il calcolo della situazione economica, oltre a quelli autodichiarati.

Non è un'operazione complessa quella che porta all'ottenimento delle agevolazioni, se se ne ha diritto. Per usufruire dei servizi e delle prestazioni agevolate basterà infatti presentare all'ente di interesse sia la propria dichiarazione che l'attestazione rilasciata dall'INPS.

I conti deposito sono interessati dal calcolo dell'ISEE in quanto costituiscono un deposito di denaro presso una banca, denaro che, al pari di altri beni patrimoniali, va appunto conteggiato nel calcolo. Analogamente lo stesso si può dire per i conti correnti che, dal punto di vista patrimoniale, si comportano allo stesso modo dei conti deposito.

Dichiarando di non essere intestatari di alcun conto, si tenga presente che scatterebbero automaticamente dei controlli fiscali, in quanto lo Stato ritiene che, oggi, con la possibilità di aprire uno dei tanti conti a zero spese, ad esempio con la possibilità di aprire un conto corrente online, e con la necessità del Fisco di poter tracciare tutti i movimenti di denaro al di sopra di una certa soglia, ognuno dovrebbe sottoscrivere almeno un conto corrente.

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