Mini-patrimoniale e pressione fiscale elevata

I conti deposito, seppure si presentino spesso come ottimi strumenti di investimento a zero spese, sono soggetti ad una tassazione imprescindibile, almeno in parte, più precisamente ad una ritenuta fiscale sugli interessi e ad una imposta di bollo sul capitale ivi depositato, molto spesso con tanto di vincolo temporale.

Spesso, soprattutto di recente, ritorna in auge l'idea che il Governo esageri con la tassazione di quelli che oggi sono inquadrati normativamente come veri e propri strumenti di investimento, concepiti inizialmente più per i risparmiatori che per gli investitori, e si rafforza l'idea che, per rimpinguare le casse dello Stato, si ricorra troppo facilmente a mini-patrimoniali sempre più consistenti e all'aumento della pressione fiscale, già piuttosto esosa.

La mini-patrimoniale a cui ci si riferisce, additata da alcuni come una vera e propria patrimoniale occulta, consiste nella pretesa, da parte dello Stato, di una quantità di denaro in percentuale del capitale investito dal cliente, che è già stato tassato alla fonte, e comunque prima che il cliente abbia sottoscritto un conto deposito; si tratta insomma di soldi di proprietà delle persone, che vengono nuovamente resi oggetto di attenzione da parte delle casse dello Stato, che ne richiede una quota percentuale sotto forma di imposta di bollo.



L'imposta di bollo per i conti deposito vincolati è passata dallo 0,10% del 2012 allo 0,15% del 2013 e allo 0,20% del 2015; inoltre, fino al 2012, vi era un tetto massimo da doversi pagare, pari a 1.200 euro, mentre successivamente si è stabilito che l'importo dovuto è sempre proporzionale al denaro depositato, senza alcun limite massimo. Insomma, la mini-patrimoniale, dal 2012 al 2015 è raddoppiata e così è rimasta nel 2016. Ad esempio, se oggi si investono 10.000 euro in un conto deposito vincolato, l'imposta di bollo dovuta allo Stato è pari allo 0,20% di tale somma, ossia a 2 millesimi di tale somma, ossia è pari a 20 euro. Non sembra molto ma si è considerato un importo relativamente basso per un investimento in un conto deposito che valga la pena mettere in atto, e inoltre vale sempre il principio che lo Stato erode nuovamente il denaro guadagnato dai contribuenti, con una seconda tassazione.

Una cosa analoga è successa a discapito delle transazioni finanziarie per colpa della Tobin Tax, introdotta in 11 Paesi dell'Unione Europea, tra i quali appunto l'Italia, per tassare il denaro in gioco nelle transazioni, sempre di proprietà degli investitori e già tassato abbondantemente in vario modo in precedenza; anche in questo caso si parla di una fastidiosissima mini-patrimoniale, che va ad intaccare il denaro dei cittadini una seconda volta, dopo la prima tassazione già avvenuta.

Oltre a questo si aggiunge il fatto che la ritenuta fiscale è anch'essa aumentata nel corso del tempo, passando ad un certo punto dal 20% al 26%, percentuale quest'ultima che era riservata ai "veri" investimenti, ad esempio a quelli in azioni, in obbligazioni, in fondi comuni, in polizze vita e in Etf, e non ad uno strumento di risparmio quale il conto deposito; va anche detto, però, che i conti deposito, da un punto di vista concettuale, sono davvero degli strumenti di investimento, anche perché offrono gli interessi forse più alti possibili in assoluto, a parità di rischio. Un 2% lordo annuo, spuntabile nel 2016, non è affatto male se si pensa che non vi sono delle vere alternative altrettanto remunerative e se si pensa al fatto che con un conto deposito si gode della garanzia dei fondi di tutela FITD e FGD.

Tra mini-patrimoniale e pressione fiscale elevata, insomma, è oggi diventato molto meno conveniente investire in un conto deposito vincolato; ciononostante non si può far altro che consigliarlo, in quanto, a fronte di un rischio estremamente ridotto, mai azzerabile per qualunque investimento, garantisce ancora oggi buoni rendimenti uniti ad una semplicità operativa disarmante, tale che un po' chiunque possa partecipare agevolmente ad un investimento di questo tipo. Nonostante l'aumento dell'imposta di bollo e l'aumento delle aliquote sulle rendite finanziarie, non ci si dovrebbe tutt'oggi far sfuggire un tipo di investimento davvero alla portata di tutti come questo, soprattutto nella sua veste di conto deposito online.

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