Pignoramento di un conto deposito

Spesso si sente parlare di pignoramento di conti correnti e non è un mistero che, più ci si trova a vivere in un periodo buio per l'economia e la finanza, in particolare se interessa un'intera nazione, più aumentano le notizie di persone, magari amici o parenti, che, per un motivo o per un altro, sono entrate a far parte della nutrita schiera dei debitori che navigano in cattive acque.

Con la crisi economico-sociale degli ultimi tempi, tira brutta aria per i cittadini italiani, costretti sempre più spesso a richieste di credito per far fronte anche alle piccole incombenze quotidiane; molto spesso prestiti, finanziamenti e mutui vengono richiesti non per fare grandi acquisti ma semplicemente per sopravvivere, una realtà davvero molto drammatica e triste.

In un frangente del genere sono molte le persone che non riescono a mantenere fede al proprio impegno finanziario, che non riescono, in sostanza, a ripagare il credito concesso da un Istituto quale una banca, o da un privato, ed è qui che possono scattare tutti i meccanismi previsti per il recupero dei crediti, con tanto di decreti ingiuntivi e di pignoramenti.



La domanda che spesso ci si pone è se sia possibile il pignoramento di un conto deposito poiché, in effetti, conti correnti e conti deposito non sono affatto la stessa cosa e spesso e volentieri capita che un certo conto deposito sia vincolato, ossia che non sia possibile prelevare denaro da esso per un certo periodo di tempo, fino alla scadenza del vincolo stabilito; può cioè venire il dubbio che, essendo i soldi bloccati, non sia possibile prelevarli nemmeno da un creditore che ne abbia diritto.

Ebbene, purtroppo o per fortuna, a seconda del punto di vista del debitore o del creditore, è possibile effettuare il pignoramento di un conto deposito, al pari che si trattasse di un conto corrente e nulla cambia se si tratta di un conto deposito vincolato. Il diritto alla riscossione del credito è insomma superiore al diritto di ottenere un rendimento vincolando il proprio capitale per un certo numero di mesi o di anni.

Diverso sarebbe stato, ad esempio, il caso di pignoramento dello stipendio o della pensione accreditata su conto corrente, che, a seguito dell'introduzione del Decreto-Legge 27 giugno 2015 n. 83, è soggetto oggi a maggiori limiti che in passato; per le pensioni il pignoramento può avere luogo, ma a patto di lasciare al debitore una quota di base, necessaria per il suo sostentamento, stabilita in misura dell'importo dell'assegno sociale aumentato della metà, ossia in misura di 672,78 euro e in ogni caso al massimo è pignorabile un quinto di tale pensione, in una misura stabilita dal giudice.

Si rassegni quindi chi pensa di potere divincolarsi da un creditore aprendo un conto deposito e trasferendovi del denaro da un conto corrente: entrambi i tipi di conto sono pignorabili ed il debitore sarà quindi comunque costretto a pagare un suo creditore, in modo coatto e con aggravio di spese dovute intanto al decreto ingiuntivo con cui il creditore gli intima il pagamento, e poi al pignoramento vero e proprio.

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