Conti deposito e inflazione

Il rendimento dei conti deposito garantito da tassi di interesse molto elevati è in genere il primo parametro di attenzione da parte dell'investitore che si accinge ad aprire un conto deposito presso una data banca. L'entità del rendimento garantito, assieme alla sicurezza e alla solidità della banca proponente, è apparentemente quel numero che più di tutti sintetizza le condizioni remunerative di un investimento in un conto deposito.

Se da una parte è vero che un alto tasso di interesse porta vantaggi al cliente, è anche vero che questo parametro, soprattutto se considerato da solo, non basta a far capire davvero quanto si sta guadagnando con il proprio investimento, amesso che si stia guadagnando davvero qualcosa. Risulta dunque importante avere chiaro che il rendimento reale di un qualunque investimento è diverso da quello nominale calcolabile attraverso la semplice applicazione del tasso di interesse previsto; questo perché il costo della vita aumenta sempre col passare del tempo e quindi esiste sempre una erosione del proprio capitale, che perderà inesorabilmente valore nel tempo.

L'inflazione è appunto l'elemento chiave da considerare per capire esattamente se e quanto si sta guadagnando con il proprio conto deposito; alti tassi di inflazione possono non solo ridurre il rendimento reale percepito, ma possono addirittura annullarlo, anche se ciò in genere non accade, e quindi, nella pratica, in effetti, si otterrà quasi sempre un rendimento reale positivo, seppure di lieve entità.



Con i conti deposito si può quindi innanzitutto sperare di compensare la svalutazione del proprio denaro per inflazione, e in alcuni casi si può anche sperare di ottenere un guadagno extra da questo investimento, il tutto considerando anche che il tasso d'inflazione fornito ogni anno dall'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), spesso e volentieri, è valutato più basso del reale stato di svalutazione del denaro, che si percepisce giorno dopo giorno sulla propria pelle.

Per avere una idea dei numeri in gioco quando si parla di inflazione, si consideri che, in questi ultimi anni, il tasso d'inflazione è diminuito rispetto agli anni precedenti, complice anche la dura crisi economica e finanziaria, toccando un valore medio annuo dell'1,2% nel 2013, il livello più basso dal 2009, e arrivando a dicembre allo 0,7%. Ciò significa che, per calcolare il rendimento netto di un certo conto deposito del 2013, si dovrà sottrarre l'1,2% dal tasso di interesse lordo annuo del conto, ottenendo quindi un tasso di interesse reale minore di quello nominale; in questo modo, se si fosse aperto un conto deposito che avesse offerto un tasso di interesse dell'1,2% annuo lordo, questo avrebbe significato, in termini pratici, che non si sarebbe avuto alcun guadagno reale dal proprio investimento, se non quello di avere preservato il valore del proprio capitale, scongiurandone la normale svalutazione inflazionaria.

Il conto deposito, quindi, va visto in quest'ottica dell'inflazione, e va anche considerato un altro fatto importante, quello per cui, quando i tassi di interesse offerti per un conto deposito sono esageratamente alti, è possibile che ciò sia dovuto ad un rischio maggiore per il cliente, anche se non è affatto detto con certezza che sia così, in quanto sussistono degli ottimi motivi per i quali possano esistere conti deposito dagli alti rendimenti senza nessuna fregatura dietro l'angolo.

Torna a Guida ai conti deposito.