Differenze tra conti deposito e conti correnti

A volte si fa una certa confusione tra conti correnti e conti deposito in quanto entrambi consentono di depositare del denaro in banca in modo semplice e, il più delle volte, senza spese, anzi con la speranza di ricavarne anche qualcosina in termini di rendimenti da interessi.

Sebbene i due tipi di conto abbiano delle caratteristiche in comune, rimane il fatto che si tratta di strumenti finanziari diversi; il conto corrente è votato soprattutto al risparmio mentre il conto deposito è votato soprattutto all'investimento, anche se con certi limiti che non lo collocano di certo tra i prodotti bancari migliori in tal senso, soprattutto se si è disposti a rischiare con il proprio denaro azzardando investimenti in prodotti finanziari che non garantiscono il capitale del cliente.

Le principali differenze tra conti deposito e conti correnti risiedono nella loro operatività, che è molto limitata nei conti deposito; con un conto corrente è ad esempio possibile effettuare e ricevere bonifici, ricaricare il credito del cellulare, pagare i bollettini, accreditare lo stipendio o la pensione e prelevare contanti presso gli sportelli bancari automatici, mentre con un conto deposito si può solo effettuare un prelievo verso il conto corrente di appoggio, oppure un versamento a partire da un conto corrente di appoggio. Di fatto, un conto deposito è "chiuso" verso l'esterno, eccetto che nei riguardi di un conto corrente particolare, denominato conto corrente di appoggio, o conto predefinito, che consente di depositare e prelevare denaro in e da un conto deposito.



In termini di sicurezza, entrambi i tipi di conto sono garantiti dal FITD o dall'FGD, fondi di tutela dei depositi che riguardano anche i conti correnti online e i conti deposito online, oltre che quelli tradizionali. Grazie a questa protezione, in caso di crisi bancaria e di default, si potrà essere rimborsati per il proprio denaro depositato in un conto corrente o in un conto deposito fino ad un massimo di 100.000 euro, tetto valido per despositante e banca.

Più nel dettaglio, il conto deposito è concepito per far ottenere ai clienti un rendimento con un tasso di interesse relativamente sostanzioso, di norma superiore a quello eventualmente offerto da un conto corrente. La maggior parte dei conti correnti, infatti, non prevede interessi a favore dei clienti, e le rare eccezioni prevedono, in genere, tassi di interesse prossimi allo zero, mentre il tasso di interesse annuo lordo ottenibile con un conto deposito può aggirarsi intorno al 2%, in tempi di crisi economica come quelli di questi ultimi anni. Data la crisi la situazione è certo peggiorata rispetto a vari anni fa, quando con un conto deposito si potevano ottenere tassi di interesse anche intorno al 4%.

Un'altra differenza tra conto corrente e conto deposito consiste nel fatto che quest'ultimo consente di percepire remunerazioni maggiori se si accetta di vincolare il proprio denaro; i conti deposito vincolati sono tra i migliori prodotti di investimento a basso rischio sul mercato e, al prezzo di mantenere denaro sul conto senza prelevarlo per un certo periodo di tempo prestabilito, a meno di rare eccezioni, superano in tasso di interesse offerto i conti correnti. Alcuni conti correnti, d'altra parte, consentono anche di percepire interessi maggiori se si mantiene sul conto un certo capitale mediamente per un certo periodo di tempo, comportandosi quindi, almeno parzialmente, come conti deposito, pur non essendoci una vera e propria scadenza da rispettare e pur non mancando tutta la vasta operatività propria dei conti correnti; ciò avviene se non altro per i periodi limitati in cui vengono fatte offerte, da alcune banche, per accaparrarsi nuovi clienti.

Per concludere, un'altra grande differenza tra i conti correnti e i conti deposito riguarda l'imposta di bollo dovuta per legge: per i conti correnti essa è pari, per intestatari persone fisiche, ad 34,20 euro all'anno fissi, ma solo per giacenze medie annue superiori a 5.000 euro, mentre per giacenze inferiori a tale soglia, essa non è dovuta; per i conti deposito vincolati l'imposta di bollo è invece di importo proporzionale al deposito e, precisamente, è pari allo 0,20% del deposito, senza alcun importo minimo e alcun importo massimo previsti.

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