Conto deposito anti-crisi

In un periodo in cui è molto difficile tirare avanti dal punto di vista economico, in cui è difficile portare a casa uno stipendio decente, ammettendo di avere un lavoro, e in cui è già molto riuscire ad arrivare a fine mese senza fare troppi sacrifici, diventa difficile persino parlare di investimenti senza correre il rischio di essere presi poco sul serio.

In anni di dura crisi economica e finanziaria può essere davvero un lusso poter parlare nel concreto di investimenti da parte dei piccoli risparmiatori, mentre il discorso cambia se si considerano opportunità coglibili perlopiù da chi, in quanto navigato nel tema della finanza, sa sfruttare a suo vantaggio proprio la situazione stagnante dal punto di vista dell'economia e non solo.

I piccoli investitori, perlopiù risparmiatori che non vogliono correre il rischio di perdere i loro averi tanto duramente messi da parte con il sudore della loro fronte, sono normalmente i soggetti più a rischio in periodi in cui i tassi di interesse offerti da vari prodotti finanziari sfiorano lo 0%.

Il conto deposito, in questo frangente, continua a rappresentare una importante risorsa, soprattutto per i piccoli investitori che preferiscono rendimenti contenuti a rischi ingenti, e rappresentano, tutto sommato, il migliore strumento di investimento attualmente sottoscrivibile, in grado di garantire sia un tasso di interesse accettabile sia un rischio ridottissimo, mai considerabile nullo quando si parla di investimenti, che può però essere trascurato, o meglio che può essere considerato con la consapevolezza di ottenere indietro il capitale investito nella sua totalità, senza perdite, potendosi contare, anche e soprattutto, sui fondi di garanzia per i depositi.



Si può così vedere il conto deposito come uno strumento anti-crisi, in grado di soddisfare un po' qualunque investitore che non abbia pretese di arricchirsi e con la rassicurazione di non perdere mai il proprio denaro, per svalutazioni selvagge, fallimenti bancari o altro, fermo restando che si rientri nei limiti previsti dai fondi di garanzia per i depositi.

In effetti, sebbene quando ebbero vita, nella seconda metà degli anni '90, non riscontrarono il successo odierno, i conti deposito hanno ottenuto ottimi riscontri con il passare del tempo, popolando le testate dei più noti giornali nazionali e siti web a iosa, soprattutto in questi ultimi anni, complice anche il calo di interesse degli investitori prudenti nei prodotti finanziari che un tempo la facevano da padrone, quali i BOT, i buoni fruttiferi postali ed i pronti contro termine.

I numeri parlano chiaro: da inizio 2008 a metà 2011 si è assistito ad un incremento del denaro investito nei conti deposito, pari al 7,4%, nel concreto si è registrato un aumento di denaro destinato a siffatto tipo di investimento pari a circa 1.500 euro per ogni famiglia. Per avere un termine di paragone, in assoluto soltanto il 12,5% dei risparmiatori ha investito in azioni, che rappresentano, tra l'altro, prodotti di investimento ben più rischiosi dei conti deposito.

Un sempre crescente numero di risparmiatori italiani vede dunque nei conti deposito uno strumento per affrontare la crisi nel giusto modo, riuscendo a far fruttare il proprio denaro quel tanto che basta perché abbia senso privarsene per un certo periodo di tempo; i conti deposito vincolati, infatti, in questo frangente costituiscono generalmente la scelta migliore in quanto offrono molto spesso tassi di interesse superiori rispetto a quelli offerti dai conti deposito liberi.

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