Spese per un conto deposito


Quando si valuta di aprire un conto deposito, oltre ad informarsi sull'entità dei rendimenti di un siffatto conto, ci si chiede a fronte di quali spese da sostenere si possa ottenere un guadagno dal deposito di un certo capitale. Quello che conta in un investimento è infatti il rapporto tra i ricavi e i costi ed è quindi importante valutare con attenzione i costi associati ad un certo prodotto finanziario, per non incorrere poi in spiacevoli sorprese.

Per i conti deposito, in genere, non sono previste spese importanti da sostenere e, in alcuni casi, si può tranquillamente aprire un conto deposito senza nessun costo. In generale, riguardo ai costi da sostenere, le possibili voci di spesa riguardano le seguenti operazioni:

- apertura del conto deposito;
- chiusura del conto deposito;
- gestione del conto deposito;
- versamenti nel conto deposito;
- prelievi dal conto deposito;
- imposta di bollo sul capitale depositato;
- produzione dell'estratto conto.

In generale le banche non fanno pagare nulla per l'apertura, la gestione e la chiusura di un conto deposito, e non fanno pagare nemmeno per operazioni sul conto e per l'estratto conto, ma non finisce qui: alcune banche si accollano addirittura i costi dell'imposta di bollo prevista per un conto deposito, pari allo 0,20% del capitale in deposito a partire dal 2014, senza più l'importo minimo da pagare di 34,20 euro previsto fino al 2013. Per attirare nuovi clienti, l'imposta di bollo, dovuta sempre per legge allo Stato, può quindi non rappresentare un costo per il cliente, almeno per il periodo promozionale offerto dalla banca.

In sostanza quindi, informandosi a dovere sulle varie proposte di conti deposito sottoscrivibili, trovando la banca giusta che per invogliare i clienti applichi una politica di spese zero, o quasi, il cliente potrà aprire un conto deposito senza nessun costo, o almeno con costi irrisori rispetto ai rendimenti percepiti, che sono tra i più alti possibili per prodotti finanziari paragonabili. Questo è uno dei tanti motivi per cui i conti deposito stanno riscuotendo una popolarità enorme soprattutto in questi ultimi anni in cui, complice anche la crisi finanziaria, le esigenze dei risparmiatori si concentrano su una scelta molto selettiva delle migliori condizioni possibili ai minori costi possibili.

Per avere le idee chiare sull'ammontare dei rendimenti ottenibili con un conto deposito, si dovrà considerare che tali rendimenti sono soggetti ad una tassazione del 26%, quindi, al tasso di interesse lordo annuo reclamato da ogni Istituto bancario, si dovrà sottrarre un quinto del suo valore per ottenere il rendimento netto realmente percepito a seguito del deposito. A titolo di esempio, se per un dato conto deposito il tasso di interesse lordo annuo è del 4%, ciò significa che il tasso di interesse netto è inferiore di un quinto del 4%, quindi è inferiore di 0,8 punti percentuali al 4%, ossia è un tasso di interesse netto pari al 3,2%. Se quindi, ad esempio, vengono vincolati 100.000 euro in un conto deposito con un tasso di interesse lordo del 4%, ciò significa che, dopo un anno, gli interessi netti percepiti dal cliente saranno pari a 2.960 euro.

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Tag: conto,   deposito,   interesse,   tasso,   cliente,   pagare,   costo,   euro,   capitale

Temi: conto deposito,   interesse lordo,   periodo promozionale,   rendimento netto,   interesse netto

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